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Morte di un cittadino marocchino a Bologna: un’organizzazione per i diritti umani chiede un’indagine indipendente

Rachida Babzine Bologna

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L’Organizzazione Democratica Marocchina per i Diritti Umani sollecita l’accertamento della verità e l’eventuale attribuzione delle responsabilità
La morte del cittadino marocchino Abdelrahim Fakir a Bologna ha suscitato preoccupazione e richieste di chiarimento da parte dell’Organizzazione Democratica Marocchina per i Diritti Umani (ODMHR), che ha chiesto l’apertura di un’indagine giudiziaria indipendente e trasparente per fare piena luce sulle circostanze del decesso.

In un comunicato rivolto all’opinione pubblica nazionale e internazionale, l’organizzazione ha espresso profonda preoccupazione per la vicenda, sottolineando che il defunto viveva legalmente in Italia da oltre quarant’anni. Secondo l’ODMHR, le circostanze della morte richiedono un accertamento rigoroso dei fatti e delle eventuali responsabilità.

Le informazioni diffuse da familiari, testimoni e alcuni media locali riferiscono che il decesso sarebbe avvenuto in seguito a un intervento delle forze dell’ordine durante il quale, secondo tali testimonianze, potrebbero essersi verificati comportamenti riconducibili a un uso eccessivo della forza, l’organizzazione ha tuttavia ribadito la necessità di rispettare il principio della presunzione di innocenza e di non anticipare le conclusioni delle indagini ufficiali.

L’ODMHR ritiene che la gravità delle circostanze riportate renda indispensabile un’inchiesta indipendente, imparziale ed efficace, conforme agli standard internazionali applicabili nei casi di morte potenzialmente collegata all’operato delle autorità pubbliche.

Nel suo comunicato, l’organizzazione ha ricordato che il diritto alla vita è un diritto fondamentale garantito dall’articolo 3 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e dall’articolo 6 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici. Ha inoltre richiamato gli obblighi previsti dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, che impongono agli Stati di proteggere tale diritto e di svolgere indagini efficaci ogni volta che una morte possa essere collegata all’azione di agenti pubblici.

L’organizzazione ha inoltre sottolineato che l’uso della forza da parte delle forze dell’ordine deve sempre rispettare i principi di necessità, proporzionalità e responsabilità, in conformità con i Principi fondamentali delle Nazioni Unite sull’uso della forza e delle armi da fuoco da parte degli operatori incaricati dell’applicazione della legge.

Esprimendo la propria solidarietà alla famiglia della vittima e alla comunità marocchina residente in Italia, l’ODMHR ha chiesto alle autorità giudiziarie italiane di avviare con urgenza un’indagine approfondita, indipendente e trasparente, che tenga conto di tutti gli elementi del caso e si avvalga delle necessarie competenze medico-legali e giudiziarie.

L’organizzazione ha inoltre invitato le istituzioni italiane ed europee competenti in materia di diritti umani a seguire da vicino l’evoluzione del procedimento, al fine di garantire il rispetto dei principi di giustizia, trasparenza e responsabilità.

Sul piano diplomatico, l’ODMHR ha esortato le autorità marocchine, in particolare il Ministero degli Affari Esteri, l’Ambasciata del Marocco a Roma e le rappresentanze consolari competenti, a fornire assistenza e supporto legale e amministrativo alla famiglia del defunto e a seguire attentamente gli sviluppi della vicenda.

Secondo l’organizzazione, il caso evidenzia l’importanza di rafforzare i meccanismi di tutela giuridica e diplomatica dei cittadini marocchini residenti all’estero, soprattutto quando sono coinvolti diritti fondamentali quali il diritto alla vita, alla dignità e all’integrità fisica.

L’Organizzazione Democratica Marocchina per i Diritti Umani ha infine affermato che l’accertamento della verità, il conseguimento della giustizia e l’eventuale risarcimento dei danni alla famiglia della vittima costituiscono un obbligo giuridico e morale che non può essere rinviato, annunciando che continuerà a seguire il caso e a sostenere ogni iniziativa legale e civile finalizzata alla tutela dei diritti umani e alla prevenzione di simili episodi.

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